Storia di 'Torre del Sogno'

dicono della Torre del Sogno – un luogo di meraviglia a Ravello

La Torre del Sogno ha da sempre catturato la curiosità dei visitatori di Ravello. Un quotidiano online locale ha descritto questo monumento unico come "un luogo dedicato al puro incanto" e ha notato come la sua insolita silhouette catturi immediatamente l'immaginazione.

Costruita nel 1924, la torre è un'interpretazione moderna dell'anima medievale di Ravello. Fu progettata dall'artista locale Francesco Amato, noto come Mastro Ciccio, per Achille Benigno, figura di spicco del corpo forestale della Costiera Amalfitana. Le sue caratteristiche merlature e l'armonioso gioco di luci e ombre incorniciano scorci di cielo e mare, creando una struttura che sembra al tempo stesso onirica e senza tempo.xNel corso degli anni, la torre ha ispirato pittori, ospitato ospiti illustri e si è distinta come un amato punto panoramico con vista sullo skyline mozzafiato della Costiera Amalfitana. Membri della famiglia reale italiana e importanti statisti hanno ammirato il panorama da questo punto, come riportato nello storico libro degli ospiti della famiglia Benigno.

Oggi, la Torre continua a svettare su Ravello con lo stesso fascino e lo stesso senso di meraviglia che ne hanno ispirato il nome. Gli ospiti che soggiornano qui possono sperimentare la bellezza che tanti artisti, viaggiatori e sognatori hanno percepito, dove la costa si apre davanti a voi come un dipinto vivente.

Fonte: riassunto ispirato da un articolo pubblicato il 13 maggio 2020 da un quotidiano locale di Ravello. Dream Tower – A Place of Wonder in Ravello 

breve storia della Torre del Sogno

Per raccontare in breve la storia di Palazzo Benigno Torre del Sogno, mi piace partire da una divertente espressione che ancora oggi si sente in Costiera:
"L'acqua ne purtaje Majùr", pronunciata con compiacenza da chi — già un po' allegrotto — vuol giustificare la "convenienza" del vino rispetto ai danni che l'acqua può causare.
E quell'"allegrotto" non sbaglia: l'acqua fece davvero danni enormi a Maiori il 24 ottobre 1910, quando un violento nubifragio provocò vittime e distrusse case, strade e terreni.

Fu allora che mio nonno Achille Benigno (1879–1966), che viveva nella frazione di Vècite a Maiori, perduta irrimediabilmente la propria casa, trasferì la famiglia a Ravello. Trovò rifugio in un piccolo locale con un po' di terreno in Via San Martino — anzi, 'ngoppa a Santu Martino — ereditato da mia nonna Carmina Maltese (1881–1968).

Era il 1910, e da quella "stanzetta" di nonna Carmina, oggi corrispondente all'attuale cucina con forno a legna del primo piano, nonno Achille iniziò a costruire l'intero palazzo intorno a essa. Nel 1924, completò l'opera aggiungendo in cima la torre.                                                                 Perché si chiama "Torre del Sogno"

Il nome Torre del Sogno fu scelto dallo stesso nonno Achille.
Il silenzio quasi irreale, la bellezza del panorama e l'ampiezza dello sguardo che si gode da lassù sono davvero… da sogno.

Amici e ospiti illustri, salendo sulla torre, lo dicevano spesso:

"Qui sembra di stare in un sogno".

E così la torre divenne, naturalmente, la Torre del Sogno.                                                                          I protagonisti di questa storia

È con piacere che presento alcuni dei personaggi di Palazzo Torre del Sogno attraverso una fotografia scattata nel 1954, in occasione del matrimonio di zia Elisa con Peppino Avolio.

È una foto singolare perché, a mia conoscenza, è l'unica che ritrae tutti insieme i protagonisti e i "comprimari" della storia del Palazzo:
nonno Achille e nonna Carmina, i loro dieci figli, con rispettivi coniugi, e i nipoti dell'epoca. Io sono tra le gambe di nonno Achille i miei genitori in fondo (papà è in divisa) e mia sorella Carmen, troppo piccola, è rimasta a casa  tranne me e mia sorella Carmen, io credo con la febbre e Carmen troppo piccola.       

Un'altra immagine di famiglia

Una fotografia che invece include anche me e mia sorella è quella scattata da mio padre sulla scala che conduce al patio della casa.
Una scala importante, storica e carica di significati per noi Benigno, al pari della torre stessa, e capace ancora oggi di trasmettere emozioni ogni volta che la si percorre.

La foto fu scattata il 10 agosto 1955, in occasione delle nozze d'oro di nonno Achille e nonna Carmina. Sono presenti molti dei dieci figli tranne mio padre, nascosto dietro la sua macchina fotografica Zeiss a soffietto.

Un documento unico

A conclusione di questa breve storia, presento anche l'immagine di un documento straordinario:
una scrittura privata in cui i figli di nonno Achille esprimono il desiderio di non disperdere l'eredità del Palazzo, cercando di realizzare la volontà del padre, che avrebbe voluto che la casa restasse: "di tutti e di nessuno". 

È, per quanto io sappia, l'unico documento che riporta tutte le firme dei dieci Benigno, protagonisti dell'origine e della "prima storia" di Palazzo Torre del Sogno.

Il proseguimento della storia

Ai fortunati attuali proprietari del Palazzo spetta ora continuare la storia.

Firmato
Achille
(con cappotto e cappello simili a quelli di nonno Achille)